Ricerca e intelligenza artificiale.
Un campo di studio all’incrocio fra diritto del lavoro, tecnologie digitali e tutela dei diritti fondamentali.
Quando è un algoritmo a decidere, chi ne risponde?
La ricerca esamina come l’automazione e la gestione algoritmica stiano modificando l’esercizio dei poteri direttivi del datore di lavoro: dall’assunzione e dall’assegnazione delle mansioni alla valutazione delle prestazioni, al controllo e alle decisioni che incidono sul rapporto di lavoro. La domanda centrale è chi continui a rispondere giuridicamente quando una decisione datoriale viene assunta attraverso un processo algoritmico.
La tesi sostiene che l’intermediazione tecnologica non fa venir meno la qualifica di datore di lavoro né le relative responsabilità giuridiche. L’algoritmo è uno strumento tecnico attraverso cui si esercita un potere; non sostituisce, di per sé, il soggetto responsabile del rapporto di lavoro. Diventano quindi essenziali la trasparenza, la possibilità di contestare le decisioni, la supervisione umana e le forme di tutela collettiva.
Approfondisci la tesi →L’automazione può cambiare le modalità di esercizio del potere direttivo, ma non elimina la necessità di individuare chi ne sia giuridicamente responsabile.
Tre ambiti strettamente connessi.
Gestione algoritmica
Assunzioni, valutazione, supervisione, orario di lavoro e decisioni automatizzate.
La spersonalizzazione del datore di lavoro
La distribuzione del potere direttivo e l’individuazione della persona o dell’ente a cui attribuire la responsabilità giuridica.
Costituzionalismo digitale
Il principio della massima tutela, l’autorità pubblica e il potere digitale privato.
La tesi integrale di Master.
«La spersonalizzazione del datore di lavoro: dalle nuove tecnologie e dalla gestione algoritmica all’intelligenza artificiale» — Atene, dicembre 2025.
Guarda la presentazione video.
La ricerca è illustrata anche in un breve video dedicato alla gestione algoritmica e alle responsabilità giuridiche del datore di lavoro.